Ve’ekchá pat léchem, vesá’adu libchem; achar ta’avorú, ki al kèn avártem al avdechem. Vayomrú: kèn ta’ase ka’asher dibarta.
Prenderò un pezzo di pane per rinfrancare il vostro cuore; poi passerete oltre, poiché per questo siete passati dal vostro servo. Ed essi dissero: Fa’ come hai detto.
Ki yeda’tív lema’an asher yetzavé et-banáv ve’et-bèto aḥarav, veshamerú dérech Adonai la’asot tzedaká umishpat, lema’an havi Adonai al Avraham et asher diber alav.
Infatti Io l’ho conosciuto, perché comandi ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui di osservare la via di Adonai, facendo giustizia e rettitudine, affinché Adonai porti su Avraham ciò che gli ha promesso.
Vaya‘an Avraham vayómer: Hen na ho’altí ledabber el-Adonai — anokhí ‘afar va’efér… Adonai andò via quando ebbe finito di parlare con Avraham, e Avraham tornò al suo luogo.
Avraham continuò a intercedere fino a dieci giusti; quando Adonai ebbe terminato di parlare con lui, se ne andò, e Avraham tornò al suo luogo.
Vayómer: Hinè-nà Adonài, súrú nà el-bèt avdechem, velínu verachatztem raglechem…
E disse: Signori miei, vi prego, venite nella casa del vostro servo, pernottatevi e lavate i vostri piedi; poi vi alzerete di buon mattino e andrete per la vostra via.
Vayashkém Avraham babóker… Vayizkór Elohim et Avraham vay’shal·lach et Lot mitóch ha’hefekhàh.
Avraham si alzò di mattina, guardò verso Sedom e Amorá e vide il fumo salire come il fumo di una fornace. E Elohim si ricordò di Avraham e fece uscire Lot dal rovesciamento.
Vatómer habekhirá… vattéled gam hí ben vattikrà shmó Ben-‘Ammí — hu avi Bnei ‘Ammon ‘ad hayóm hazè.
La maggiore disse alla minore: “Nostro padre è vecchio; diamo da bere vino a nostro padre e uniamoci a lui per conservare la discendenza.”
Così entrambe partorirono: la maggiore chiamò suo figlio Moav (padre dei Moavim), la minore lo chiamò Ben-Ammi (padre degli Ammoniti).
Avraham disse riguardo a Sará sua moglie: “È mia sorella.”
Avimèlech, re di Gerar, la prese, ma Elohim venne da Avimèlech in sogno dicendo: “Tu sei morto a causa della donna che hai presa, poiché è sposata.”
Vayashkèm Avimèlech babóker… ki ‘atzór ‘atzar Adonai be‘ad kol réchem leveit Avimèlech…
Avimèlech si alzò presto, restituì Sará ad Avraham e gli diede doni. Avraham pregò Elohim ed Egli guarì Avimèlech e la sua casa, poiché Adonai aveva chiuso ogni grembo a causa di Sará.
Vattéreh Sará et-ben Hagàr haMitzrít… ki lo yirásh ben-ha’amá hazót ‘im bení, ‘im Yitzḥak.
Sará vide il figlio di Hagar l’Egiziana che scherzava, e disse ad Avraham: “Caccia questa serva e suo figlio, poiché il figlio di questa non erediterà insieme a mio figlio Yitzḥak.”
Vayera‘ hadavàr me’od be‘enéi Avraham… ki veYitzḥak yiqqarè lekha zarà‘; vegam et-ben ha’amá le-goy asimenù ki zar‘ekha hu.
La cosa dispiacque molto ad Avraham, ma Elohim gli disse: “In Yitzḥak sarà chiamata la tua discendenza; e del figlio della serva farò anch’io una nazione, perché è tua discendenza.”
Avraham si alzò di mattina, prese pane e un otre d’acqua e li diede a Hagar insieme al fanciullo. Ella si smarrì nel deserto di Beer-Sheva.
Elohim udì la voce del fanciullo e l’angelo di Elohim la chiamò dal cielo, le mostrò un pozzo e disse che il ragazzo sarebbe diventato una grande nazione. Il fanciullo crebbe nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie dall’Egitto.
“Ora giurami per Elohim che non agirai falsamente con me, né con mio figlio né con il figlio di mio figlio; ma secondo la bontà che ti ho usata, così farai con me e con la terra dove dimori.”
Vayómer Avimèlech: Lo yada‘tí mi ‘asà et-hadavàr hazè... Vayikach Avraham tson uvaqàr vayyittèn leAvimèlech vayyikretú berit.
Avimèlech rispose: “Non so chi abbia fatto questo; tu non me l’hai detto.”
Allora Avraham prese pecore e bovini e li diede ad Avimèlech, e stabilirono un patto.
Vayómer: “Qaḥ-na et-binkhà, et-yeḥidkha asher ahavtá, et Yitzḥak…”
Disse: “Prendi ora tuo figlio, il tuo unico, quello che ami, Yitzḥak, va’ nel paese di Moriah e offrilo là in olocausto su uno dei monti che ti indicherò.”
Avraham si alzò di mattina, sellò il suo asino, prese due servi e Yitzḥak suo figlio, spaccò la legna per l’olocausto e si avviò. Al terzo giorno vide il luogo da lontano.
Vayiqáḥ Avraham et-‘atzé ha‘olá… Elohim yir’é lo hassé le‘olá, bení.
Avraham prese la legna dell’olocausto e la pose su Yitzḥak suo figlio; egli prese in mano il fuoco e il coltello. Yitzḥak disse: “Padre mio!” ed egli rispose: “Eccomi, figlio mio.” E Yitzḥak disse: “Ecco il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello?” Avraham rispose: “Elohim provvederà l’agnello, figlio mio.”
Giunsero al luogo che Elohim gli aveva indicato; Avraham costruì l’altare, dispose la legna, legò Yitzḥak e lo mise sull’altare. Poi stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.
Vayiqrà elàv mal’akh Adonai min hashamáyim… Al-tishlàḥ yadkha el-hanná‘ar.
L’angelo di Adonai lo chiamò dal cielo: “Avraham, Avraham!” Egli rispose: “Eccomi.” E disse: “Non stendere la mano contro il ragazzo, ora so che temi Elohim, poiché non hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico.”
Avraham alzò gli occhi e vide un ariete impigliato per le corna in un cespuglio; lo prese e lo offrì in olocausto al posto di suo figlio. Avraham chiamò quel luogo “Adonai provvede”.
Vayiqrà mal’akh Adonai … ki yarétà Elohim … vehirbétí et-zar‘ekhà.
L’angelo di Adonai chiamò Avraham una seconda volta dal cielo: “Poiché hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unico, giuro per Me stesso – dice Adonai – che ti benedirò e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo e la sabbia del mare.”
Vayáshav Avraham el-ne‘aràv … uVetuel yalad et Rivqà.
Avraham tornò dai suoi servi e andarono insieme a Beer-Sheva. Dopo questi fatti gli fu annunciato: “Nacquero figli a Nahor tuo fratello… e Betuel generò Rivqà.”
Avraham si alzò, si inchinò al popolo del paese e chiese che gli fosse data la grotta di Machpelah che apparteneva a Efron, all’estremità del suo campo.
Così il campo di Efron e la grotta che era in esso furono confermati ad Avraham come proprietà per una tomba; lì Avraham seppellì Sará sua moglie nella grotta di Machpelah davanti a Mamré (Chevrón).
Vayómer Avraham el-‘avdó... Lo tiqqáḥ ishà livní mibb’not ha-Kena‘aní.
Avraham disse al suo servo anziano, l’amministratore di tutto ciò che possedeva: “Ti prego, metti la tua mano sotto la mia coscia e giurami per Adonai che non prenderai una moglie per mio figlio dalle figlie dei Cananei.”
Kí el-artzí ve-el-molad’tí télékh... vehú yishlàch mal’akhó lefaneikhà.
“Andrai nella mia terra e nella mia parentela a prendere una moglie per mio figlio Yitzḥak. Adonai, il D-o del cielo, manderà il Suo angelo davanti a te.”
“Se la donna non vorrà seguirmi, sarai sciolto dal giuramento.” Il servo prese dieci camelli con ogni bene del suo signore e partì verso Aram Naharayim, la città di Nahor.
Vayyavrékh hagg’malím miḥútz la‘ír... Héyà na she’élà lefaneikhà.
Fece inginocchiare i camelli fuori dalla città presso il pozzo alla sera, quando le donne escono a trarre acqua, e disse: “Adonai, D-o del mio signore Avraham, fa’ che oggi mi riesca l’impresa.”
Vayehí hu terem killà ledabbér... ve-ha-ish mishta’èh lah macharísh.
Prima che avesse finito di parlare ecco Rivqà, nata a Betuel figlio di Milcà, moglie di Nahor fratello di Avraham, con la brocca sulla spalla. La giovane era molto bella; ella attinse acqua e il servo la osservava in silenzio per sapere se Adonai avesse reso fortunato il suo cammino.
Quando i camelli ebbero finito di bere, le diede un anello d’oro e due braccialetti d’oro e disse: “Di chi sei figlia?” Ella rispose e aggiunse: “C’è posto da noi per alloggiare.” L’uomo si inchinò e adorò Adonai dicendo: “Benedetto Adonai D-o del mio signore Avraham, che non ha abbandonato la Sua misericordia e fedeltà.”
Vattarátz hanna‘arà vattagéd leveit immàh... Vayyásem lefanáv le’ekhól, vayómer: Lo okhál ‘ad im dibbartí devarái.
La giovane corse a raccontare a sua madre quanto era accaduto. Lavan, fratello di Rivqà, corse verso l’uomo alla sorgente, lo condusse in casa, gli diede acqua per lavare i piedi e mise davanti a lui cibo, ma egli disse: “Non mangerò finché non avrò parlato.”
“Il mio signore mi fece giurare di andare nella sua famiglia per trovare una moglie per suo figlio. Egli disse: ‘Adonai manderà il Suo angelo con te e farà riuscire la tua missione.’”
Lavan e Betuel risposero: “Questa cosa viene da Adonai; non possiamo dirti né male né bene. Ecco Rivqà, prendila e vada con te.” Quando Eliezer udì, adorò Adonai prostrandosi a terra.
Il servo tirò fuori oggetti d’argento e d’oro e vesti, li diede a Rivqà e anche ai suoi familiari. Dissero: “Che rimanga con noi dieci giorni”, ma ella rispose: “Andrò.”
Vayy’shall’chú et Rivqà... vattikàch hanna‘arà et Rivqà vattélekh.
Essi benedissero Rivqà dicendo: “Sorella nostra, possa tu diventare madre di miriadi di discendenti.” Rivqà e le sue ancelle montarono sui camelli e seguirono l’uomo.
Vay’sappér ha‘éved leYitzḥak et-kol hadd’varím asher ‘asà. Vay’vi’éha Yitzḥak ha-ohelà Sará immò vayyiqqàḥ et Rivqà vat’hi lo le’ishà vay’yeehavéhà.
Il servo raccontò a Yitzḥak tutti i fatti. Yitzḥak la condusse nella tenda di Sará sua madre, prese Rivqà per moglie ed egli l’amò; così Yitzḥak fu consolato dopo la morte di sua madre.